domenica 7 agosto 2016

Recensire #3 [Harry Potter and the Cursed Child]

Pagemasters! Il mio periodo di latitanza è durato davvero troppo, faccio un mea culpa e chiedo venia. Sì, lo so che non ve ne eravate neanche accorti, ma fate finta di sì, eh? :D
E dunque dunque, come potevate certamente immaginare, è proprio Harry a riportarmi qui. Dopo aver augurato ogni male ad Amazon per giorni perché non faceva partire la mia spedizione di Harry Potter and the Cursed Child, finalmente venerdì l'ho ricevuto e ieri ho finito di leggerlo. E ho sentito la necessità di recensirlo.
Con rammarico, sofferenza e agonia, ma non con sorpresa devo dire, non mi ha entusiasmato. Ma andiamo con ordine.


Harry Potter and the Cursed Child è uno spettacolo teatrale attualmente in corso a Londra, di cui è stata pubblicata la sceneggiatura, "basata su una nuova storia originale di J. K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne", divisa in due parti e quattro atti.
La prima cosa che non dovete aspettarvi, quindi, è un romanzo. Le uniche descrizioni che troverete sono quelle delle scene, per darvi un'idea di cosa ci sia in quel determinato momento sul palcoscenico. Per il resto, sono riportate solo le battute dei personaggi, quindi il tutto probabilmente perde un po' di magia senza descrizioni esaustive e senza una rappresentazione visiva.
La seconda cosa che non dovete aspettarvi è un'opera della Rowling. Ci sono punti in cui trasmette emozioni e sentimenti come solo lei sa fare, ma tutto il resto cola copiosamente di fanservice. La sceneggiatura è sì opera di Jack Thorne (il cui nome, nonostante sia l'autore vero e proprio, compare solo in basso sulla copertina e più in piccolo di quello della Rowling), ma la storia è della nostra zia Jo, e ha parecchie pecche.
Per tenermi lontana dagli spoiler, cercherò di essere il più chiara possibile senza rivelarvi nulla di fondamentale sulla trama.

Il primo atto inizia col finale dei Doni della Morte, "Diciannove anni dopo". Troviamo quindi i giovani Potter che vanno a scuola, i timori del piccolo Albus sulla casa a cui lo assegnerà il Cappello Parlante e praticamente tutto ciò che abbiamo visto in quel breve capitolo. Ciò che accade dopo è a dir poco scontato. Moltissime scene, e davvero, moltissime, sono scopiazzature di ciò che abbiamo visto in dieci anni di saga - vedi ritorno ricorrente della Pozione Polisucco, duelli magici tra Harry e Draco, profezie e consigli criptici di Silente.
Perché parlo di fanservice? Questa pièce è stata scritta solo ed esclusivamente per far contenti i fan e rispondere alle domande che aleggiano dalla fine della saga - prima fra tutte "Perché, se esistono le Giratempo, nessuno è semplicemente tornato indietro per uccidere Voldemort da piccolo?".
Inoltre, la cosa che per prima e più di tutte mi ha lasciata perplessa è una battuta sul naso mancante di Voldemort. Siamo. Davvero. Seri? E non ci crederete, io non volevo crederci, ma hanno infilato tra gli incantesimi Flipendo e Bombarda. Davvero, se avessi trovato Arania Exumai o Brackium Emendo, avrei buttato il libro dalla finestra. Per chi non avesse presente di cosa parlo, Flipendo e Bombarda sono due incantesimi che nei libri non esistono: il primo è l'incantesimo più ricorrente nel videogioco di Harry Potter e la Pietra Filosofale, e il secondo è l'incantesimo usato da Hermione nel film di Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban per aprire la cella in cui è tenuto Sirius. Questo è stato un altro grosso WTF?! dopo la battuta del naso.
Ultima ma non ultima critica sulla trama, mi ha infastidito moltissimo il modo in cui viene trattato il viaggio nel tempo. Nel Prigioniero di Azkaban la Rowling utilizza il Paradosso della predestinazione, ovvero il paradosso secondo cui un evento va in un particolare modo proprio perché si è viaggiato indietro nel tempo (infatti Harry vede se stesso, confondendosi per suo padre, mentre mette in fuga i Dissennatori), e quindi in realtà la linea temporale non cambia perché gli eventi sono predestinati a svolgersi in quel modo. A mio parere, quando si sceglie una regola per il mondo che si crea, qualunque sia la regola, bisogna essere coerenti e mantenerla. In The Cursed Child Non-Vi-Dirò-Chi torna indietro nel tempo per modificare degli eventi e li modifica, cambiando la linea temporale. Chiamatemi pignola, ma a me ha dato parecchio fastidio che la Rowling non sia rimasta coerente con la sua precedente decisione.

Qualche parola va spesa anche per i personaggi. Ritroviamo i nostri Harry, Ron e Hermione nella loro quarantina (Non vedremo mai Harry Potter in una crisi di mezza età, diceva la Rowling nel 2004), genitori e immersi nell'età adulta. 
Harry è sempre tormentato dal suo passato, e si ritrova ad affrontare le difficoltà dell'essere padre. E ditemi quello che vi pare ma comincio a pensarla come Draco sul fatto che gli piaccia stare al centro dell'attenzione. "Sai, Albus, quando avevo la tua età io..." Harry, davvero, non ci interessa.
Ron, purtroppo, è molto più simile al Ron pauroso e un po' scemo dei film, il Ron insicuro ma coraggioso del libro è un dolce ricordo: somiglia molto più a Mundungus che a se stesso (scopriamo che si è ubriacato al suo matrimonio e non ricorda molto della giornata...).
Hermione è esattamente ciò che ci aspettavamo che sarebbe diventata: un membro molto importante del Ministero della Magia. Scelta un po' scontata a mio parere, ma è pur sempre Hermione. Rimane l'unica con del sale in zucca, anche se non si sa come gli adulti nel mondo di Harry Potter diventano scemi dopo una certa età, e sono i ragazzi ad adoperarsi per salvare il mondo.
Troviamo Ginny, che a me personalmente, devo ammettere, non è mai piaciuta. E qui, povera donna, si ritrova a dover fare da balia al suo marito quarantenne (quello che non avremmo mai visto in una crisi di mezza età, dicevo), magicamente mutata nella Signora Weasley.
Infine, dei vecchi, abbiamo un Draco completamente trasformato dalla versione spocchiosa che conosciamo, perseguitato dai pregiudizi dettati dal nome dei Malfoy, innamorato della moglie e che si trova costretto, ma non esageratamente dispiaciuto, ad allearsi col Trio.
I personaggi nuovi che vengono approfonditi meglio, invece, sono Delphini (nipote di Amos Diggory), Albus (figlio di Harry) e Scorpius (figlio di Draco). Delphini non sa né di carne né di pesce, Albus piuttosto fastidioso e Scorpius piuttosto delizioso, a mio avviso, ma non vi anticipo nient'altro o entriamo negli spoiler.

Insomma, per concludere, ho apprezzato nella misura in cui lo consideriamo un Harry Potter. La serie è molto più bella e originale, e quest'ultima opera per me non ha rovinato il finale, come sostiene qualcuno qui e là su Internet, ma di certo non ha portato null'altro. I colpi di scena sono, purtroppo, perfettamente prevedibili ed è ricco di elementi scontati. I fan di Harry Potter lo leggeranno/guarderanno lo spettacolo teatrale comunque, e mi guarderei molto dallo sconsigliarlo, ma ripeto di non aspettarvi un nuovo libro della saga: è un'opera ideata per il fanservice, e in questo senso è molto ben riuscita.

So che la mia opinione è piuttosto negativa, nonostante l'affetto indiscutibile che mi lega ad Harry, pertanto spero di non avervi scoraggiato a leggerlo. In Italia, vi ricordo, uscirà il 24 settembre, edito da Salani, come da tradizione :D

A presto, pagemasters, e buone vacanze!

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